CENFORUM

 

Arteidea Giovani Proposte.

Le Regole del Giuoco !

PREMESSA

 

 

 

CURRICULUM

ED OPERE

 

 

ESPERIENZA

DELL'ARTE

 

 

E SE CAMBIASSIMO LE

REGOLE DEL GIUOCO?

 

 

PERCORSO

DIDATTICO 1

 

 

PERCORSO

DIDATTICO 2

 

 

 

PER AMORE OPPURE

PER COSCIENZA

 

 

 

I SENTIERI

DELLA LUCE

ATTIVITA'

PERSONALI

 

 

 

GIORNO

DOPO GIORNO

Progetto Cenforum

* Tavola 1

* Tavola 2

I

CONTATTI

 

 

 

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GIORNO DOPO GIORNO - CONTATTI...GIORNO DOPO GIORNO

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TAVOLA 1

RECUPERO E PREVENZIONE - PROGETTO “CENFORUM Arteidea Giovaniproposte”
Di ANGELA GIORDANO


Insegnante di Educazione Artistica, ricercatrice nel campo del segno e della percezione

In un momento epocale caratterizzato dal crollo dei valori e dall’impotenza di fronte ad episodi di violenza diventati incontrollabili, per non parlare della crisi d’identità che sempre più corrode le famiglie e la stessa scuola, il recupero dei giovani, sempre più demotivati ed estremamente deboli di fronte alle insidie del mondo contemporaneo, potrebbe sembrare impossibile, ma non è così.
Non sarà così se avremo il coraggio di sfidare il tempo, fermandoci un attimo, per riflettere insieme guardando in faccia la realtà e ponendoci una domanda: possiamo continuare ad andare avanti sottovalutando il male corrosivo che attanaglia tutto il mondo?
E,inoltre, per combattere un male, bisogna conoscerlo bene…


Io mi sono fermata a riflettere già trenta anni fa. Mi sono fermata spinta dalla forza della mia coscienza e dall’intuizione che mi suggerivano l’idea di cercare percorsi educativi e formativi diversi da quelli in atto nelle scuole, in virtù di una considerazione importante, quella che le meccaniche ragionative del mondo adulto non mi convincevano. Mi sono fermata tanto quanto bastava per fare una scelta e decidere di andare avanti senza sottovalutare niente. Le tracce di una importante analisi sui fenomeni che regolano dall’interno azioni e comportamenti rimangono  nelle mie diverse opere di grafica e di pittura che diventano documento visivo dei traguardi raggiunti.


Ho scavato per ben trenta anni per capire, ho cercato tra le infinite piaghe e pieghe sociali per potere escogitare le strategie di resistenza facendo io stessa da cavia e sperimentando sugli alunni i metodi alternativi, gli stessi metodi che rendevano forte me di fronte alle insidie che la vita non mi ha risparmiato e che racconto perché sia testimonianza per tutti nel saggio con titolo: PER AMORE OPPURE PER COSCIENZA- SINFONIA DI OGNI TEMPO.


La spinta ad andare avanti durante i trenta anni di attività di ricerca è stato il pensiero del bene comune e l’amore per l’arte, l’antidoto naturale, quest’ultimo, per contrastare e superare tutto il male che ho conosciuto, male a cui ho dato volto e nome. Ho scoperto che il degrado sociale ha una sua forte motivazione nella assoluta mancanza di coscienza o se vogliamo usare i termini che usa il papa diremo “nel relativismo della coscienza” per cui ciascuno, senza avere coscienza della propria coscienza, agisce convinto di fare bene quando fa male.
Allora bisogna cominciare col fare distinzione fra bene e male e bisogna capire quali sono le dinamiche che consentono di pervenire allo stadio di coscienza. Una coscienza trasparente e dimostrabile e non relativa secondo un libero arbitrio coperto dalla maschera dell’ignoranza.


Parliamo del male per cui tutto il mondo addita la Sicilia e per il quale si investono milioni di finanziamenti nell’illusione di poterlo debellare, parliamo di quella mafia definita della terra di Sicilia, di quella mafia che non è, però, solo di Sicilia; la mafia dai mille tentacoli, quella che uccide, quella che intimidisce, quella che non fa parlare, quella che profitta dei giovani per diffondere droga, quella che imperversa nelle strade e anche negli uffici attraverso infinite diavolerie  che tendono ad annullare la dignità comune. Come si può sconfiggere questa mafia che non è solo di Sicilia? E, come si può sconfiggere quel male sottile e comune che comincia dalla mancata conoscenza per una accettazione di sé e arriva all’arroganza e alla prevaricazione? E, ancora, come si può sconfiggere quel male sottile e perverso che stritola uomini e donne per una crescente confusione di ruoli e la mancanza di amore?


Si potrebbe parlare a lungo delle infinite sfaccettature del male, io oggi voglio solo dare lo spunto per iniziare a riflettere sulla complessità e vastità di questo problema e aiutare a capire che da una società tarlata non può venire fuori che altra società tarlata…E che per questo motivo si rende necessario e urgente un cambiamento di rotta a partire dalla scuola della parola, dove si formano le giovani leve, avendo chiare le idee sui processi mentali nelle meccaniche di apprendimento, di assorbimento emozionale e ragionative.
La mente umana ha un sistema di controllo naturale fornito dal segno e dal disegno sempre che il canale assimilativo sia libero e attivo. Avviene, però, che l’uso ed abuso della sfera razionale inibisce la sfera emotiva, là dove si formano le  meccaniche elaborative di assorbimento; questa, non ricevendo adeguati input o si atrofizza o reagisce male.


Gli input alla ricezione cominciano dalle immagini. Le infinite immagini che ci sommergono entrano dentro di noi disordinatamente e caoticamente si fissano nel nostro inconscio creando, poi, una confusione mentale difficile da smantellare, ( le circolari ministeriali e i programmi si esprimono per questo con la voce”smantellamento di luoghi comuni e stereotipi”). Ciò che non si sa è che non si smantella con la gomma, ma con l’aiuto ad una riflessione lenta e consapevole della verità. Così per mancanza di tempo e, comunque,  per mancata guida, lo strato di immagini sommerse, catalogate caoticamente, restano là a fare confusione nella mente e nel cuore, non aiutano l’individuo nella elaborazione coerente e consapevole. Da qui all’incoscienza il passo è breve.


Purtroppo la scuola della parola, da sempre, ha trascurato l’insegnamento artistico, quell’insegnamento che tende a fare discernimento fra le immagini e ad indirizzare al vero, al giusto, al bello interiore. Del resto non si è mai saputo che il pensiero umano per potere giungere al livello profondo di coscienza deve percorrere una traiettoria ciclica che, iniziando dagli stimoli visivi e passando dall’emisfero razionale si concluda nell’emisfero irrazionale per concretizzarsi e rinnovarsi nell’Idea…Ho redatto a questo proposito un dossier di esperienza segnica dimostrativo di tutti i fenomeni di assorbimento. Il testo, inedito, con titolo: E SE CAMBIASSIMO LE REGOLE DEL GIUOCO,è stato messo agli atti della scuola media V. Bellini nel 1987, mai letto a dimostrazione di una scuola disattenta. Nel testo, tra l’altro dimostro come l’individuo che riceve i giusti input reagisce e dimostra segnicamente l’avvenuta presa di coscienza e l’adeguata elasticità mentale corroborata dal pensiero logico creativo.


L’uomo è evolutivo se segue queste dinamiche, diversamente rimane irretito in un sistema assimilativo contorto e anomalo.
Bisogna cominciare da questi presupposti di base per sollecitare nelle giovani leve e mantenere in vita le naturali vie della ricezione sconvolte ultimamente anche dalle sollecitazioni delle nuove tecnologie e puntare sull’idea di formare una nuova società  forte dei valori della conoscenza e della coscienza. Valori e conoscenze strutturate interiormente e visibili segnicamente.
Il mondo adulto, purtroppo non può cambiare, ma per i giovani si può fare molto.
Per i giovani delle scuole d’Italia e non solo per quelli di Sicilia, perché abbiano coscienza di sé e del mondo che li circonda, perché abbiano coscienza del bene e del male e possano crescere in consapevolezza e amore nel rispetto di sé e del mondo, sento di proporre quanto segue:

1. promuovere la presentazione del testo pubblicato dall’editrice SEGNO con titolo PER AMORE OPPURE PER COSCIENZA- SINFONIA DI OGNI TEMPO  favorendo la formazione di un ponte televisivo su scala nazionale per creare un collegamento diretto Patti-Roma affinché io possa illustrare visivamente i requisiti che ad arte mi è stato possibile raggiungere. E’ oltremodo necessario che il mondo adulto sia giustamente informato affinché collabori e non smantelli con vuoti presupposti l’azione educativa dell’insegnante di educazione artistica.

E’ d’altra parte prioritario un confronto pubblico con le autorità ministeriali, che dovranno esternare la loro opinione sulle considerazioni espresse nel testo. L’apporto di esperti nel campo della psichiatria, della sociologia, della teologia servirà a fugare ogni dubbio anche su un altro dato importante. Dalla esperienza da me fatta si evince che  ci troviamo di fronte ad una nuova scoperta, che Dio non è lontano da noi, che ci troviamo a percorrere i sentieri di una nuova ERA in cui il superamento del male attraverso coscienza e  conoscenza condurrà tutti a Dio.

2. Se, a seguito dei lavori tesi a fare luce sulle varie problematiche inerenti il tema, le autorità ministeriali si dichiareranno favorevoli ai cambiamenti che inizieranno dal numero di ore da riservare all’insegnamento artistico e al minore numero di alunni per concludersi con il riconoscimento del ruolo altamente professionale dell’insegnante di educazione artistica, in virtù del quale si provvederà a valutarne a misura d’arte l’operato, non escludendo il riconoscimento del mio operato e l’onere per la mia competenza specifica a misura della mia ricerca, si potrà gestire un programma sistematico  di risanamento come a seguito:

3. Si creerà in Patti una struttura museale per tutelare e tramandare le testimonianze visive dei documenti operativi (le mie opere di grafica e pittura, testimonianza dei percorsi dell’anima, e della mente, estrinsecazione visiva della mia coscienza, i quaderni operativi dei metodi didattici sviluppati con i ragazzi, da proporre all’esterno attraverso l’apertura di un sito e quant’altro si riterrà opportuno proporre per dare a tutti la possibilità di fruire di una guida ad arte). Si penserà all’apporto di esperti  che fungeranno anche da animatori per giovani e i bambini.

Il centro espositivo denominato “CENFORUM Arteidea Giovaniproposte”  dove confluiranno progressivamente lavori selezionati realizzati nelle scuole di Patti, per indicare a tutti che la Sicilia è prima di tutto creatività, fungerà da struttura di guida per tutte le  scuole , ma soprattutto per i giovani che troveranno il luogo del confronto al loro livello.

4. La guida comincerà con le scuole materne.

            Presso la sede del CENFORUM, nella sezione giovani ci sarà spazio espositivo per ospitare i
            lavoretti che i più piccoli, guidati sapientemente dalle maestre avranno eseguito in
            originalità e semplicità. Ho avuto modo di osservare, nel corso degli anni, con quale e con
            quanta pazienza ed attenzione le maestre si impegnino per guidare i più piccoli verso la
            sperimentazione di sé attraverso l’uso di materiali poveri e svariati. I piccoli devono ricevere
            input emotivi ed espressivi costanti, non devono essere piazzati davanti al televisore e ai
            computer né devono essere martellati e stressati da sollecitazioni pressanti. Ci sono dei
            tempi naturali di maturazione che devono essere rispettati assolutamente. Purtroppo, mi
            sono accorta che i bambini sono diventati iperattivi, quasi esaltati, reattivi, questo avviene
            perché si tende a sollecitarli verso tante direzioni e a diventare “scattanti”.
            Grave, gravissimo, perché il piccolo non ha il tempo di riflettere e di fare discernimento. Il
            CENFORUM, attraverso il sito informatico chiarirà i punti chiave della ricezione e darà
            Spunto, attraverso la visione di un dossier esperenziale realizzato con perizia da una
            maestra, per  indirizzare i più piccoli all’osservazione e all’ascolto della verità  attraverso
            cui la natura ci parla. Bisogna ricordare che il disegno dal vero, esercitazione obbligata per
            cominciare i percorsi e l’alfabetizzazione dell’arte, serve per indirizzare la mente a ben
            organizzare, a ben visualizzare e coordinare, prima, ciò che si vede e di cui la natura è
            protagonista, e ciò che non si vede, dopo. Il gioco comincia dalla primissima infanzia.

5. I bambini delle scuole elementari, nel corso del quinquennio, dovranno avere un fascicolo personale, dove, mensilmente, anno dopo anno, inseriranno i disegni svolti come “prova di apprendimento espressiva”. Il fascicolo sarà a disposizione dell’equipe di neuropsichiatria infantile e dell’insegnante di educazione all’espressione grafica incaricata mensilmente a visionare. Questo per operare in ambito preventivo e conoscere interiormente il bambino.

La guida alla produzione grafica espressiva deve essere attenta e non esasperante. Il bambino, fino ai dieci anni di età deve essere lasciato libero di esprimersi come vuole, ma deve essere ascoltato con amore ed attenzione, tenendo conto che il disegno è il primo mezzo dell’espressione dell’anima. Giunti alla quinta classe delle elementari, i ragazzi, attraverso i progetti in rete con le scuole medie, potranno cimentarsi, con la guida specifica e professionale dell’insegnante di educazione artistica, verso la elaborazione pratica (ceramica e cartapesta) ed interpretativa.

Il CENFORUM esporrà i lavori più interessanti e originali mettendo in rete “le opere” ritenute meritevoli di attenzione. E’ assolutamente importante e decisivo, perché il ragazzini e le famiglie siano consapevoli delle capacità generali, essere obiettivi nei giudizi di merito, anche se l’incoraggiamento ad una migliore espressività sarà alla base di ogni insegnamento.
 

6. Per i ragazzi delle scuole medie il programma è esteso a diverse esperienze in considerazione di una predisposizione naturale, in relazione all’età, che proietta l’individuo verso l’analisi della  realtà che lo circonda e che è ancora confusa, molto confusa.


Bisogna cominciare con molta discrezione  a fare distinzione fra fantasia e realtà, fra stereotipo e verità…tra vero e falso, fra bello e brutto e oltre, abituando il ragazzo a commentare la propria produzione, seguendo i programmi ministeriali che sono perfetti in tutto tranne nella contraddizione fra i criteri formativi e l’orario di lezione, compreso il numero esorbitante di alunni per i quali non è possibile operare individualmente.

Inoltre l’espressione artistica deve essere valutata obbligatoriamente su prove sistematiche e produttive in virtù delle  considerazioni già espresse nella stesura introduttiva, senza trascurare l’obbligo di  indirizzare tutti gli allievi ad una produzione pratica esplicativa delle tendenze attitudinali e,infine, liberatoria.


L’esercizio applicativo artistico deve potere liberare l’artista che è in tutti e che si può esprimere nei linguaggi diversi. Per questo motivo le attività pratiche guidate serviranno a dare ad ogni ragazzo abilità diverse in settori infiniti. Per la guida specifica in relazione alle risorse della propria città, nei vari paesi, si potrà ricorrere al supporto di esperti esterni, ma sempre sotto il coordinamento dell’insegnante di educazione artistica che sceglierà le tematiche di studio. Niente sarà lasciato all’improvvisazione e nessuno potrà manipolare o gestire diversamente ciò che l’insegnante conosce per competenza. La diffusione del testo: PER AMORE OPPURE PER COSCIENZA-SINFONIA DI OGNI TEMPO
si prefigge lo scopo di rendere chiaro il concetto che l’arte, oltre che ad essere un percorso dell’anima è un percorso della mente e che non si possono stabilire chiusure e contorni ad una disciplina prettamente creativa in sintonia con i tempi.

Deve essere chiaro a tutti che l’arte è un cammino di esperienza e non di teorie da imparare a memoria e che  la competenza specifica dell’insegnante incaricato, potenziale artista, aggiunge una nota in più al ricorso di una sensibile attenzione verso il mondo del bambino e dell’adolescente. Attenzione ed esperienze che non possono e non devono essere manipolate da alcuno al di fuori del ruolo specifico dell’insegnante di educazione artistica. Nelle scuole purtroppo si opera con il libero arbitrio del”gusto personale e della moda”con picche alle corse per incentivazioni escludendo i benefici della guida prettamente specifica e il ruolo altamente professionale. Queste attività improvvisate smantellano i principi propri del fare ad arte e spesso anche le nozioni acquisite.


La stessa televisione è implicata nel ruolo di “smantellamento”, proprio perché non avendo, la scuola, preparato e supportato adeguatamente il fanciullo, questi diventa facile preda da manipolare. Quando i ragazzi, ben guidati e incoraggiati , non ostacolati da tutti, troveranno nell’espressione figurativa lo sfogo liberatorio alle loro inquietudini e il supporto per capirsi e capire, saranno tanto forti da non lasciarsi irretire da niente. Ho sperimentato con i giovani allievi la realizzazione ad “arte” di un dossier di Esperienza visiva, espressiva e culturale; questo, nel corso dei tre anni, fornirà I presupposti di lettura sistematica della produzione da cui si evinceranno maturità, coerenza, logicità, capacità elaborative e interpretative, capacità di attenzione, assiduità operativa…modalità applicativa e di apprendimento.


       Il CENFORUM metterà a disposizione degli operatori del settore i prototipi esperenziali
       realizzati nelle scuole medie: L.Pirandello e V. Bellini di Patti come guida operativa al fine
       di ottenere i requisiti di formazione in virtù di quanto espresso nell’introduzione. E’ da
       chiarire che la guida alla comprensione dell’ambiente con la messa a punto della
       pubblicazione: PATTI IN CHIAVE CRITICA, è stata  esplicata  in periodi e momenti diversi
       dall’attuazione del metodo scientifico sistematico sui percorsi espressivi e culturali, e della
       documentazione sulle attività pratiche operative, per mancanza di tempo nella gestione del
       programma. Tutte le prove vanno intese come materiale globale
       unitario e non dispersivo e frammentario. La richiesta di un numero di ore di lezione non
       inferiore alle tre ore settimanali a cui andranno aggiunte le ore pomeridiane per le attività
       pratiche di gruppo coordinate dall’insegnante di educazione artistica  si rende essenziale per
       potere operare con un’attenzione scrupolosa e individuale .


       E’ da mettere in evidenza che, al secondo anno di frequenza alla scuola media, i ragazzi
       vanno indirizzati al lavoro e alla lettura dell’ambiente con visite guidate all’esterno. Ciò
       per favorire una migliore fruizione del proprio territorio e una fattiva integrazione che
       porterà, nel tempo, ad evitare la fuga verso altri orizzonti. E’ importante giungere alla
      scoperta del patrimonio storico culturale e sociale in modo gioioso e completo.
      Il CENFORUM, a questo proposito potrà fornire il materiale di guida con il libro: PATTI in
      chiave critica, realizzato con i ragazzi della scuola media L. Pirandello.
      Tutti i ragazzi, nel corso del triennio, saranno custodi delle proprie esperienze raccolte nel
      dossier personale che sarà consegnato ogni qualvolta si procederà alla verifica e,
      definitivamente, durante il colloquio d’esame.

7. Per i ragazzi delle terze classi delle scuole medie e per i giovani delle superiori fino al sedicesimo anno di età è previsto un percorso mensile di ascolto e di sollecitazione mentale attraverso la visione di un testo suddiviso in fascicoli mensili. Si rende necessario, infatti rafforzare la presa di coscienza di sé e del mondo attraverso lezioni mirate che io personalmente ho cominciato a sviluppare servendomi del supporto di quattro personaggi animati che hanno il compito di coinvolgere emotivamente il ragazzo e di fargli acquisire il senso della vita e delle cose. L’espressione figurativa grafica è mirata a smantellare prototipi di stereotipi frequentemente visti e assimilati dai ragazzi attraverso computers, telefonini, videogiochi e giornalini a fumetti che niente hanno a che fare con le caratterizzazioni espressive umane.

8. A questo scopo, in accordo con l’ autorità centrale è possibile guidare i ragazzi che faranno da tramite per sensibilizzare le famiglie ai valori dell’ambiente, dell’uomo e dell’arte. I fascicoli mensili, da fare acquistare singolarmente agli alunni della terza classe delle medie e delle prime due classi delle superiori, avranno quel valore informativo necessario a seguire per interpretare il nostro tempo.

9. Per gli insegnanti, perché abbiano quegli accorgimenti di sensibilità  verso una disciplina che non conoscono, sarà d’obbligo la presa visione del testo: E SE CAMBIASSIMO LE REGOLE DEL GIUOCO?Testo redatto in estemporanea in  ambito delle attività antimafia con lo scopo di promuovere nel mondo adulto quell’attenzione necessaria a sviscerare il problema. Sarebbe auspicabile che tutte le biblioteche scolastiche ne avessero una copia.


Da sempre gli insegnanti di lettere e di matematica hanno avuto riconosciuto un ruolo di priorità che involontariamente li ha spinti a creare dei presupposti di priorità nella formulazione dei giudizi sugli alunni.


La mia esperienza mi ha portato a reagire in virtù della esigenza di dare ai giovani ciò che gli appartiene di diritto, potere essere analizzati e giudicati nell’interezza dei loro mondi espressivi con priorità per l’espressione figurativa e l’arte, mezzi indiscutibilmente essenziali per conoscere e percorrere ad occhi aperti i sentieri di questa e di un’altra vita.

In fede
Luglio 2007

Angela Giordano Lo Ricco

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TAVOLA 2

RECUPERO E PREVENZIONE
PROGETTO CENFORUM Arteidea Giovaniproposte

PROGETTO DI SENSIBILIZZAZIONE AI VALORI DELL’ARTE, DELL’UOMO E DELL’AMBIENTE A CURA DELLA MAESTRA D’ARTE:

Angelina Giovanna Giordano Lo Ricco

Angelina Giovanna Giordano ha conseguito il diploma di maturità artistica –indirizzo architettonico- presso il liceo artistico di Palermo nel 1964. Ha insegnato Educazione Artistica nelle scuole dell’obbligo dal 1965 al 2001, portando avanti contemporaneamente una ricerca tesa a dimostrare, da un lato, i fenomeni legati al mondo percettivo e alle dinamiche di assorbimento della mente umana, itinerari indispensabili per potere pervenire alle soglie della coscienza, e, dall’altro alla realizzazione di un progetto educativo e formativo sistematico per i giovani…
Grafica, pittrice e ceramista ha partecipato a varie manifestazioni con riconoscimenti di critica
in campo nazionale.
Ricercatrice nel campo del segno e della percezione e di metodi preventivi, ha pubblicato i saggi: PATTI IN CHIAVE CRITICA, LA PAROLA NELL’IMMAGINE, PER AMORE OPPURE PER COSCIENZA-SINFONIA DI OGNI TEMPO, e curato, nell’ambito delle attività antimafia, per la scuola media V. Bellini di Patti, la stesura del testo analitico: …E SE…CAMBIASSIMO LE REGOLE DEL GIUOCO? Inediti gli ulteriori saggi guida, progetto di sensibilizzazione ai valori dell’arte, dell’uomo, dell’ambiente: COMINCIANDO DA ZERO – CHI SEI? DOVE VAI? – ORDINE E DISORDINE – LA FAMIGLIA – LA COMPOSIZIONE – IL DELIRIO E LA SOFFERENZA – LA STRADA – TUTTI IN TV – MATERNITA’
Risiede a Patti (ME), in Corso Matteotti 30/ A. Tel 0941 22513 – 349 4521666
e-mail: angelinagiordano@tiscali.it
        
Si presuppone che un’insegnante di educazione artistica faccia arte, esplichi, cioè un’attività tesa ad affinare e ad ampliare il bagaglio d’esperienza creativa. Nel caso specifico, Angela Giordano, maestra d’arte, si occupa di grafica esplicando specificatamente la ricerca nel campo del segno e della percezione, mezzi attraverso cui si accede ai livelli della coscienza…e porta a scuola, dove insegna, il risultato delle sue acquisizioni.
  
1) – Le opere pittoriche datate 1976 segnano la prima tappa di quella riflessione profonda che   darà input alla ricerca sistematica sulle potenzialità della mente umana . L’incarico per svolgere il suo ruolo a Patti è determinante, l’impatto con il nuovo ambiente costituito in massima parte da professionisti, formatosi in massa alla scuola della parola, la spingerà verso un’analisi attenta e scrupolosa delle meccaniche ragionative del contesto, in opposizione alle sue. La  maestra d’arte farà da cavia per potere capire la componente sensibile che è in lei e che è in contrasto con il mondo attorno e fungerà  da tramite per gli alunni che diventeranno, da questo momento in poi, strumento di verifica delle sue intuizioni.
E’ chiaro, fin dal primo momento, che la società adulta formata in massa alla scuola della parola è deficitaria di molte cose che ne precludono la coscienza…Il contesto è grave, bisogna capire quanto e in ogni caso come recuperare i giovani.


2) – Nell’anno scolastico 1979/ 80 indirizza i ragazzi della scuola media L. Pirandello alla lettura e alla comprensione dell’ambiente attraverso l’esperienza diretta e realizza la prima mostra sui documenti espressivi analitici e critici oltre che storico-culturali.


3) – Nel 1980/ 81 cura la pubblicazione del saggio guida alla comprensione dell’ambiente: PATTI IN CHIAVE CRITICA, testo realizzato con parte del materiale documentativo; quasi tutta la produzione artistica e letteraria, infatti, era scomparsa dalla scuola che era tenuta a custodirla. Questa esperienza negativa la porterà ad escogitare un sistema di salvaguardia del materiale esperenziale dei ragazzi che diventeranno loro stessi custodi dei propri elaborati e portavoce di un metodo didattico sistematico e coerente, strumento di verifica delle loro potenzialità in senso lato.


4) –Nel 1982/ 83 realizza, presso la scuola media L. Pirandello, una mostra personale nell’intento di illustrare ai ragazzi i  modi espressivi e le tecniche che la stessa maestra adotta nella esplicazione dell’attività personale con  consensi di critica nell’arco nazionale, ma l’esperienza anche questa volta la mette in guardia nei confronti del mondo adulto che male interpreta l’iniziativa, traendo lo spunto della competizione del tutto arbitraria.


5) – Nel 1984, dopo altre delusioni nate dall’incomprensione di ulteriori attività tese ad indirizzare i ragazzi alle attività pratiche, chiede il trasferimento presso la scuola media V. Bellini, sempre in Patti, ma trova, oltre all’anarchia più totale un ambiente più reticente nei confronti del proprio ruolo d’insegnamento.
Il contesto è ormai chiaro. La società adulta non ha le basi per potere capire il linguaggio artistico che è il frutto di studio, di ricerca, di applicazione e di affinamento, e, da un lato osteggia, dall’altro vuole imitare, invadendo un settore che è specifico…ed anche delicato perché riguarda l’intimo, la coscienza e la conoscenza.


6) -  Nel 1986, quando è chiamata ad attuare nell’ambito delle attività antimafia la propria strategia educativa per la formazione di una coscienza civica nel preadolescente decide di reagire al contesto rispondendo alle richieste con una provocazione a largo raggio, tesa al confronto, in primo luogo, con il ministero della P. Istruzione… Redige un testo figurato e scritto a dimostrazione dei fenomeni dell’assorbimento e di alcune sue teorie e intuizioni secondo cui la coscienza umana è dimostrabile, ma inaccessibile se non si tiene libera la strada di accesso alla sfera sensibile, la sfera dell’immaginazione e…          
Il contesto si apriva con un disegno di “giocoliere” e una domanda chiave che sottintendeva il progetto di studiare il fenomeno della mancata coscienza soprattutto in quella sfera della società che pure dovrebbe garantire integrità morale e conoscenza.
A scuola si scatena il finimondo perché non si vuole riconoscere il ruolo di autonomia espressiva e comunicativa dell’insegnante artista ed è guerra aperta con gli antagonisti, con un insegnante in particolare, un manipolatore disposto a tutti i compromessi pur di avere potere nella scuola e da qui nel contesto sociale.
L’insegnante, di cui sopra, temendo di perdere credibilità e ascolto minaccia il preside e lo costringe a togliere alla maestra d’arte la possibilità di dialogo e confronto. Il preside finge di isolare l’artista, ma mette agli atti il dossier documentativo della strategia “antimafia”. In un clima di isolamento totale Angela Giordano è costretta ad andare avanti da sola e a lottare perché venga riconosciuto il suo diritto alla parola. Una “parola” di senso compiuto dimostrato in una formula  reattiva esplicata ad arte, ma anche nel proseguo della attività tesa a riscattare l’uomo nel senso lato e la Sicilia in particolare. Ma anche il mondo che è attanagliato da una mentalità tutta da smantellare…
La mafia, è un male corrosivo per tutti…un male che nasce e prolifera da un comune mal pensare.


7) – Al 1987/ 88 risalgono le opere “maggiori”documento indiscutibile di un travaglio di resistenza estrema alle prese con le forze del male, mafia e omertà comprese. Una lotta che non può trovare giustificazione se non nella convinzione che l’incoscienza è generale. Un primo giro di posta indirizzata ai potenti nel campo della politica, della stampa, dell’editoria, rimasta senza risposta, è la dimostrazione che il male è comune, che il male è forte. Ma c’è anche il bene. Angela Giordano ha la certezza di Dio presente in quella lotta e determinato a servirsi dell’artista come strumento di riscatto sociale.
Un disegno evocativo, realizzato a punta di penna nel 1981, intitolato IL PROFETA, mette la maestra d’arte di fronte ad una certezza: che il progetto di riscatto a cui la stessa ha dato voce ed immagine abbia un titolare ufficiale in Dio e non nelle istituzioni che ci governano. L’uomo tende a mistificare la verità, Dio no. Ma Dio non può scendere in campo con le armi del soprannaturale per fare giustizia con la bacchetta magica; Dio ha bisogno di “umani”che lottano da tali. Angela Giordano fa a questo punto un viaggio a ritroso e, rivedendo le opere pittoriche del 1976 ritrova i segni della sua dimensione profetica. Il suo è un percorso segnato dal “destino”o meglio dal Soprannaturale. I segni, le anticipazioni sono indiscutibili.    La sua attività si profila come una cosa enorme che lei affronta parlandone con un medico, il Neurologo e neurochirurgo che in quel di Bologna l’aveva raccolta a pezzi nel 1985 a seguito dei linciaggi  subiti a scuola. Col dottore Attilio Vinci il dialogo è aperto, la verità che viene fuori dal  mondo espressivo dei giovani e, soprattutto dalle opere della maestra d’arte, è fuori di ogni  dubbio. Bisogna agire in ascolto di un piano Superiore che si manifesta via, via sempre più Apertamente, decodificabile dai sogni, dai segni, dai simboli.


8) – Nel 1990 Angela Giordano fonda l’associazione culturale denominata:
       CENFORUM Arteidea Giovaniproposte.
Cura la pubblicazione del catalogo: LA PAROLA NELL’IMMAGINE e organizza un’ulteriore mostra che verrà presentata dal critico d’arte prof. Mario Monteverdi, ma la stampa non interviene, lasciandola isolata ulteriormente. Nel settembre dello stesso anno si rivolge alla DIA di Palermo affidando al prefetto Daloiso il compito di fare arrivare al ministero della P. I. per via interna, il bagaglio esperenziale realizzato fino a quel momento insieme alla richiesta di un incontro con i tecnici per un confronto. Anche questa strada si rivela vana e vani saranno gli ulteriori tentativi di richiesta d’attenzione e partecipazione documentati in oltre cento lettere di cui rimane copia insieme alle ricevute di ritorno. Vani, ma necessari nell’ottica di Dio per dimostrare la vacuità dei comportamenti umani, la loro inaffidabilità soprattutto in ambiti che dovrebbero essere assolutamente integri. La maestra d’arte si presenta, oggi, al ministero per la verifica dei dati di una complessa ricerca; dati che emergono anche dalla  lettera aperta: PER AMORE OPPURE PER COSCIENZA-   SINFONIA DI OGNI TEMPO , pubblicata dall’editrice “ SEGNO”, da cui si evince anche l’ascolto e l’attenzione ai segni del soprannaturale. Un soprannaturale che ci guida e ci protegge solo se lasciamo aperta la strada del cuore e della mente e ci impossessiamo dei mezzi dell’arte, gli unici che ci conducono, attraverso l’interpretazione alla decodificazione dei segni dei sogni e dei simboli. QUINDI EDUCAZIONE ARTISTICA NELLE SCUOLE, A REGOLA D’ARTE!
               
                                 PRESENTA ALL’ATTENZIONE DEI TECNICI:

1.PATTI IN CHIAVE CRITICA, saggio guida alla lettura e alla comprensione dell’ambiente realizzato nell’anno scolastico 1980 / 81 presso la scuola media L. Pirandello di Patti.


L’esperienza è nata dall’esigenza di dare un volto alla cittadina che, a prima vista, appariva agli occhi dell’artista estremamente interessante dal punto di vista paesaggistico ma anche estremamente trascurata…
Se è trascurato l’ambiente c’è qualche cosa che non va nell’uomo…E il Bambino? Il bambino va avvicinato all’ambiente fin da piccolo. L’età della frequenza della scuola media è ottimale per garantire, attraverso l’esperienza diretta una giusta e completa fruizione.
FRUIZIONE: si parla spesso di questo termine; ciò che non si sa è che affinché le notizie diventino “informazione”,cioè incamerate, messe dentro alla forma e facciano parte della struttura portante dell’individuo, devono compiere un percorso ciclico che, partendo dall’ immagine di superficie vengano fuori da un’altra immagine frutto di elaborazione contenutistica elaborativa. I rilievi grafici sono, quindi, essenziali per la verifica della qualità dell’assorbimento e il ruolo dell’insegnante di educazione artistica deve essere specifico e fondamentale.

L’esperienza a contatto diretto, si impreziosisce del contributo emozionale e dalla curiosità della scoperta. Per tale motivo la didattica non oppressiva, ma ludica diventa produttiva in senso lato. L’attività di ricerca esplicata in questo contesto dalla maestra d’arte, Angela Giordano, ha evidenziato due differenti risultati: Per i ragazzi l’attività è stata entusiasmante e altamente proficua perché gli adolescenti hanno maturato lo spirito critico e hanno imparato ad apprezzare il proprio paese rilevandone le potenzialità inespresse.


Per il contesto del mondo adulto l’evento nella sua totalità, non essendo capito, è stato “interpretato” male, malissimo, e quindi non appoggiato, ma osteggiato fin anche con la distruzione di tutto il materiale esperenziale… Il volumetto è stato pubblicato dalla Pungitopo editore grazie alle bozze che l’insegnante aveva custodito personalmente.

 

2. IL DIARIO SCOLASTICO fascicolo personale di EDUCAZIONE ARTISTICA, è un raccoglitore delle esperienze operative e culturali  esplicate dai ragazzi nell’arco del triennio. Nato strategicamente per ovviare al caso della distruzione del materiale prodotto e per avere un supporto concreto, progressivo, e quantitativo per la valutazione sistematica dei ragazzi, viene custodito da questi e consegnato alla fine del triennio, in sede d’esame, quando collegialmente e non superficialmente si valuteranno i modi dell’acquisizione dei contenuti culturali, la qualità dell’organizzazione e dell’elaborazione, le capacità analitiche e critiche, le tendenze personali ed altro… Il raccoglitore racchiude in sé sia le esperienze grafiche espressive che quelle teorico documentative dei vari percorsi che vengono suddivisi e distinti in “momenti operativi” proprio per segnalare la globalità dell’operatività in corso d’attenzione e di analisi critica e comparativa. Il quaderno si è rivelato come ottimo strumento di verifica e mezzo di analisi dei processi della sfera sensibile oltre che di quella razionale.   La maturità del discente si evince dall’attenzione prestata nell’attuazione del suo percorso personale, dall’ordine, dalla coerenza ragionativa anche in virtù del rapporto tra immagine e parola, dalla qualità dell’organizzazione, dalla capacità di personalizzazione della stesura, dall’assiduità dell’impegno applicativo, dalle capacità di analisi critica e comparativa. La produzione, infatti è concepita per assecondare i modi naturali dell’acquisizione, prima l’immagine e poi la parola. I commenti analitici e critici seguono le esperienze grafiche, pittoriche e pratiche. Istinto e ragione, quindi sono sotto controllo. Da questa analisi è possibile formulare un giudizio che tenga conto di tutte le potenzialità in atto, ma anche di inibizioni e anomalie ragionative.


Il ragazzo è intimamente monitorato a salvaguardia della sua nascente identità. Il metodo cura, inoltre, lo sviluppo delle tematiche culturali proprie della disciplina, sviluppando con criterio analitico tutti i periodi artistici e gli stili che ne conseguono. L’attività si è rivelata entusiasmante  per tutti i ragazzi anche se nel corso degli ultimi anni ha messo in luce la tendenza elaborativa meccanica e frammentaria con picchi, nei maschietti ad evadere il compito applicativo e calo di attenzione e di concentrazione. La causa è da ricercare nel nuovo interesse per il computer e per un sovraccarico di compiti che vengono a distogliere dalla concentrazione di sé. Ma anche per il sottile lavoro di demolizione  operato dal mondo adulto, genitori in primo luogo che preferiscono non prendere atto delle possibilità del proprio figlio pur di non ammettere le manchevolezze. In sede d’esame sono gli stessi docenti membri della commissione a sottovalutare il lavoro dei ragazzi… Metodo antimafia, antidroga, antitutto per tanti motivi. Il primo fra tutti è che il ragazzo  viene messo di fronte alle sue potenzialità in campo lato, ha modo di valutarsi attraverso l’analisi comparativa della produzione e di autostimarsi per quello che di meglio avrà fatto, ma anche per il traguardo ideativo a cui sarà pervenuto in corso d’opera. Avrà lavorato, giocato, studiato, ma soprattutto avrà realizzato a scuola un suo progetto di vita, perché avrà avuto modo di guardarsi dentro e di capire quali sono i sui interessi personali. Avrà capito il suo mondo, ma anche il mondo del compagno; avrà capito il lavoro ed apprezzato l’ambiente a partire dalla scuola per finire in un contesto più largo. Attraverso la produzione per simboli avrà il giusto input per apprezzare il vero e il bene fino ad arrivare a Dio. Avrà ricercato il bello e, attraverso questo, capito e distinto il bene dal male. Il quaderno operativo non previsto dai criteri valutativi ministeriali, andrebbe inserito a tutti gli effetti nel quadro delle attività curriculari, ma l’insegnante per potere attuare un’ adeguata analisi della produzione deve avere un numero inferiore di alunni .

3.E SE…CAMBIASSIMO LE REGOLE DEL GIUOCO? Testo dimostrativo dei fenomeni dell’assorbimento, redatto nell’ambito delle attività antimafia promosse dal ministero della P. I nell’anno scolastico1986/ 87. Messo agli atti della scuola media V. Bellini di Patti, e…sacrificato ad un silenzio ambiguo e compromettente. Nato dall’esigenza di dare corpo a certe intuizioni già emerse a livello percettivo nelle opere pittoriche e grafiche realizzate nel 1976, la prima delle quali si focalizzava nell’idea che la scuola della parola fosse causa di anomalie ragionative derivate dall’utilizzo esclusivo della sfera razionale, si concretizza nella dimostrazione che il segno, controllando la funzionalità della mente umana diventa oltre che mezzo di verifica della presa di coscienza di valori e contenuti, struttura portante di una personalità forte, in grado di tenere testa a qualsiasi forma di sopraffazione.
Un’altra intuizione, era quella di dovere dimostrare che certe attività nascevano e morivano nel nulla. Infatti il fare operare al fine di attuare strategie educative antimafia puntando sulle esigenze momentanee, senza per altro avere la più pallida idea della complessità del contesto, era dettata dall’esigenza di giustificare i finanziamenti in atto e non dall’esigenza di studiare il problema per pervenire alla soluzione.


Il paradosso si è rivelato esatto e il testo con attività tesa a dimostrare i modi del recupero dei giovani ha trovato resistenza e opposizione alla divulgazione a partire dalla scuola che ha ricevuto per questo  finanziamenti… Finanziamenti dati alla scuola, ma non ad Angela Giordano! La maestra d’arte per niente scoraggiata da tanti ostacoli, procede nello studio del fenomeno oppositivo e, in particolare, della sua reazione al contesto mafioso, portando avanti il progetto educativo già enunciato nel testo, in virtù di alcune teorie.
Prima fra queste: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, al culmine dell’assorbimento la reazione deve essere totale e il segno, che controlla il pensiero e ne rivela le dinamiche anche energetiche, deve rivelare la fase reattiva…Fase che deve   coincidere col comportamento.


Angela Giordano, in questo caso funge da cavia, si esprime nel linguaggio delle immagini e registra sul testo, prima, e sulle tele, poi, (  La logica dell’irrazionale, Le larve, Senza titolo, Il giorno 1988, Ipotesi  2000 ed altre…) tutte le fasi della suareazione alle opposizioni e alle chiusure mentali, trovando conferma alle teorie di Freud e alle sue teorie sulla ciclicità del pensiero creativo, interpretativo e cosciente. “Le parole”di superficie non possono costruire l’identità di un popolo. L’educazione all’immagine è all’origine della lettura cosmica. Il cosmo umano si deve imparare a leggere attraverso l’immagine di profondità, là dove si celano pregi e difetti della ricezione, della rielaborazione e della reazione. Angela Giordano, educata alla scuola del vero e del bello, dimostrerà, negli anni, come la sua reazione sia oculata e  animata dalla forza per il bene collettivo,
sottolineando che qualsiasi tipo di innovazione  nasce ad avvenuta saturazione reattiva.


Dall’analisi del segno dei bambini, che come l’insegnante facevano da cavia, si manifestava il percorso inverso e, anzi che giungere alla fase reattiva si giungeva ad una passività disarmante. Il caso era da ricercare nella esagerata applicazione della memoria
che contribuiva insieme ai fattori di stress per i vari martellamenti del mondo esterno a inibire l’intimo del ragazzo proprio nella fase più delicata della sua crescita. Un individuo “passivo” è succube della volontà altrui…
I prepotenti, mafiosi ed altro, si fanno forti della debolezza altrui…Per tale motivo il degrado dei nostri tempi ha invaso tutti i settori. I giovani sono estremamente vulnerabili perché non solo non capiscono se stessi, ma si trovano disarmati di fronte al mondo.
Il testo E SE…CAMBIASSIMO LE REGOLE DEL GIUOCO si propone per una giusta e mirata meditazione per pervenire alla valutazione dei metodi educativi in atto in relazione a dimostrazioni inoppugnabili che pongono l’insegnamento dell’educazione
artistica su un livello prioritario proprio per la funzione di controllo e di vitalità della sfera irrazionale, là dove nascono le idee e si sviluppa la creatività e con essa la forza dell’individuo.   Testo antimafia per eccellenza perché dimostrativo di quei fenomeni di assorbimento che possono sfociare in reazione oculata e paziente in virtù di un’attenzione e un ascolto dell’Assoluto e che sono tesi alla vittoria del  bene sul male. Andrebbe distribuito soprattutto nelle scuole dove, in primo luogo, non si rispettano i ruoli e le competenze, piuttosto si vive il clima oppositivo e non collaborativo.


Il paradosso della competizione senza rispetto di ruoli e competenze è questo: gli insegnanti di lingua tengono corsi di ceramica, quelli di scienze si occupano di decoupage, tutti organizzano mostre cartellonistiche travisando i concetti di base e dando ai ragazzi input e nozioni assolutamente errati. In questo contesto diventa impossibile smantellare luoghi comuni e stereotipi di ogni genere. Bisogna riconoscere il ruolo formativo e la funzione altamente educativa dell’educazione Artistica per dare  nuova carica alle giovani leve, ma bisogna impedire categoricamente la corsa alle incentivazioni con i pretesti di attività tese alla prevenzione. Prevenzione di
che? Se proprio l’esempio di comportamento è quello assolutamente sbagliato?
Dai comportamenti i bambini e i giovani assorbono molto di più che dalle parole…
Nel caso specifico delle mentalità distorte degli adulti ne conseguono comportamenti giovanili anomali.

4.LA PAROLA NELL’IMMAGINE  saggio guida alla lettura dell’inconscio…Testo realizzato nel 1990 in occasione di un’ulteriore mostra, organizzata presso la sede dell’associazione CENFORUM Arteidea Giovaniproposte, allo scopo di illustrare dettagliatamente i fenomeni legati alla percezione e all’espressione grafico-pittorica in un contesto di ricerca che apre l’uomo alla scoperta di sé e dell’infinito. La mostra, accompagnata dal testo di cui sopra, presentata al pubblico dal critico d’arte prof. Mario Monteverdi sarebbe stato l’evento di lancio del NEOSIMBOLISMO- arte del profondo- Un tentativo anche per fare pervenire al ministero della P. I e ad un pubblico più esteso, di quello che poteva essere quello della cittadina messinese, l’estenzione di un grido di allarme per l’insensibilità
umana. Un’insensibilità che non risparmia nessuno perché dovuta ad una meccanica mentale di assorbimento anomala in quanto inibita dall’estremo sviluppo della sfera razionale che esclude l’interpretazione e i sentimenti. L’invito alla riflessione era necessario se non d’obbligo per aprire un dialogo costruttivo per la prevenzione e il recupero dei giovani. Ma la stampa ancora una volta ha isolato l’artista, aprendo questa ad un ulteriore interrogativo sulla anormalità di tutto l’isolamento…”Non si muove foglia che Dio non voglia: Dio, perché?...” Le opere pittoriche riportate nel saggio non resteranno conclusive di tutta la ricerca, resteranno fuori campo”L’ENIGMA, “ LE ATTESE” ed altre opere realizzate nel proseguo dell’attenzione a Dio e ai Suoi piani.


L ’attesa prolungatosi fino ad oggi, si è arricchita di ulteriori elementi che hanno consentito un più ampio e dettagliato programma di prevenzione e di informazione. Nel contesto delle immagini inserite nel testo sono da segnalare due opere: la prima intito- lata “IL PROFETA” e la seconda: “LA LOGICA DELL’IRRAZIONALE”.Entrambe realizzate con tecnica grafica sono il resoconto evocativo di due momenti particolari. “IL PROFETA” è un’anticipazione di quella che sarà una missione a servizio di Dio, e “ LA LOGICA DELL’IRRAZIONALE”il resoconto illustrato della crocifissione dell’artista e della sua famiglia in virtù dell’accanimento delle forze del male.
Una crocifissione, ma anche una forte resistenza in virtù di una struttura a misura d’arte. La mafia è un male dai mille tentacoli con infiniti aspetti, solo chi è addestrato a tenere gli occhi e la mente bene aperti  può salvarsi senza farsi irretire. Angela Giordano ce l’ha fatta sfruttando tutti gli anticorpi cognitivi che l’arte le ha consentito di sviluppare.
Oggi siamo all’epilogo di una storia infinita che riguarda tutta l’umanità. L’attività artistica e l’impegno culturale della maestra d’arte,  a servizio dello Stato e in ascolto a DIO, serviranno da testimonianza per le generazioni future. Sarà istituito, per la tutela delle opere di cui sopra, un museo in Patti.

5.COORDINAMENTO DELLE ATTIVITA’ EXTRACURRICULARI
Nel corso degli anni l’idea di avvicinare i ragazzi alle attività operative attraverso lavoridi un certo rilievo, che fossero portavoce di un messaggio comunicativo formativo e di smantellamento di luoghi comuni e stereotipi, ha preso via, via consistenza, ma ha richiesto impegno ideativo e organizzativo non indifferente. Le scuole non sono per niente dotate di attrezzature e spazi per potere operare al meglio, né tantomeno sono previsti gli incentivi necessari per potere supportare le spese. Tuttavia, puntando sui materiali poveri e sulle risorse locali si è riusciti a sperimentare e a portare avanti attività importanti per la formazione al lavoro in un contesto creativo a largo raggio. L’intento è stato anche quello di avviare i ragazzi all’operosità e all’acquisizione dei valori dell’identità proiettata al bene comune. Quindi il lavoro di gruppo è stato indirizzato attraverso il concorso delle idee di tutti nell’intento di dare, in primo luogo, identità alla scuola, luogo di formazione collettiva, per allargare poi l’esperienza nel sociale. Così si è giunti all’allestimento di grandi pannelli murali previsti per l’arredo dei corridoi, alla realizzazione del logo per la scuola con tecnica particolare, alla partecipazione alle sfilate di carnevale con l’elaborazione di gruppi e carri allegorici, alle attività per la sensibilizzazione alle tradizioni della pasqua e del natale, per finire con la produzione di tappeti, di ceramiche, e l’organizzazione dei progetti in rete con la scuola elementare. A tutto questo si è giunti con grande sofferenza per gli ostacoli e per le opposizioni dello stesso corpo docente e dei genitori che non hanno mai incoraggiato i ragazzi a partecipare alle lezioni pomeridiane. Il lavoro artistico era ed è inteso come una perdita di tempo; meglio i corsi di computer e i videogiochi e le scuole di danza…


Alla fine del percorso scolastico la maestra d’arte ha dovuto lavorare con un esiguo numero di ragazzini fra contestazioni generali.
Naturalmente tutta la produzione è stata distrutta, restano le fotografie che suggeriscono l’idea di formare un archivio fotografico documentativo delle attività operative. L’attività,  ideativa,  prima e quella lavorativa, poi, servono per il recupero alla manualità e alla maggiore scoperta e concretizzazione di sé in un contesto che altrimenti viene indirizzato e conosciuto esclusivamente in virtù di astratte teorie  con grave ripercussione sul pensiero creativo, concreto. Anche e soprattutto i ragazzi meno motivati allo studio, perché naturalmente predisposti alla creatività, trovano in questo contesto ludico maggiore affermazione di sé . Gratificati nel sentirsi utili apprezzano la scuola e non la evadono, crescono in creatività e non si drogano. E’ infatti l’ozio mentale che porta a tante perversioni. L’attività artistica nei progetti per la dispersione acquista un valore enorme solo se esplicata nelle regole e non nella improvvisazione di insegnanti che pur di accedere a piccole incentivazioni danno input sbagliati. Ricordiamo che la maestra d’arte, Angela Giordano, ha dovuto lasciare l’attività scolastica per non assistere allo scempio di corsi assolutamente inadeguati alla crescita cosciente degli alunni. Naturalmente un progetto mirato alla migliore valorizzazione della operatività dei giovani non può essere garantito col riconoscimento di tipo “ curriculare” perché le attività pratiche necessitano di grande impegno e professionalità. Una professionalità che non può essere gestita in un contesto di incomprensione. L’impegno a gestire una scolaresca in attività manuali è di gran lunga maggiore dell’impegno nelle lezioni curriculari frontali. Intanto l’impegno deve essere rivolto ad ogni discente nel rispetto delle scelte e delle Idee che non possono per questo essere massificate né valutate in gruppo.

6.SAGGI  GUIDA ALLA COMPRENSIONE DEL MONDO –Cominciando da zero…progetto di sensibilizzazione ai valori ambientali, artistici, culturali e umani per le terze classi delle scuole medie e le prime due delle superiori, per passare da qui alle famiglie.
L’Educazione artistica non è stata mai al centro dell’attenzione generale e pochi, pochissimi sono informati sulla specificità, sulla universalità dei linguaggi e sulla complessità di questa disciplina. Prima che fosse istituita la scuola dell’obbligo questa materia si   chiamava “disegno”ed era insegnata molto razionalmente, completamente snaturata nella componente artistico- creativa. La scrivente, la maestra d’arte Angela Giordano, quando ha cominciato ad insegnare, ricordando la sterilità di quanto essa stessa aveva ricevuto nel suo percorso scolastico, si è prefissa un obiettivo: quello di non insegnare agli altri così come era stato insegnato a lei! Intanto i libri di testo si rinnovavano, si rinnovavano anche i criteri di valutazione e gli stessi programmi. Restavano fermi le ore di lezione e il numero degli alunni. Roba da infarto! Ben duecento alunni per settimana, venticinque da seguire in due ore di lezione!
C’era la sua passione e l’amore per i giovani e per l’arte, quindi con infinita pazienza, si è rimboccata le maniche e ha cominciato da zero per imparare anche lei, insieme ai bambini ad acciuffare quel mondo straordinario che  lei aveva potuto solo immaginare seguendo un sogno fatto da bambina.


Stradafacendo ha scoperto il bello, ma anche il brutto e pure gli inganni e quando ha capito che il mondo adulto non aveva gli strumenti di decodificazione del bene e del male è scattata come una molla per dare ai giovani ciò che per diritto gli dobbiamo: L’informazione corretta, completa e universale. Il mondo delle immagini è meraviglioso, tutto è immagine prima di essere parola… se non si ha l’alfabetizzazione in questo settore si rimane stritolati da un sistema che può essere ambiguo e controproducente oltre che compromettente. Oggi che il degrado sociale è agli occhi di tutti, diventa urgente e necessario correre ai ripari per insegnare ai giovani ad imparare a leggere e a scrivere nel mondo delle immagini. I giovani amano l’animazione dei fumetti, ma i personaggi che importiamo, pur essendo bellissimi, sono inanimati, non azionati dall’energia interna dell’artista. Purtroppo sono modelli standard di un sistema meccanizzato che esclude le emozioni e i sentimenti. Anche la sonorizzazione è imperfetta; più volte stridula è comunque doppiata male. La maestra d’arte ha escogitato, per aiutare i giovani e se stessa, un modo nuovo di fare animazione e, ideando quattro personaggi eccezionali ha voluto provare ad aiutare ad alfabetizzare gli analfabeti…
Il gioco è iniziato tanti anni fa, venti per la precisione, spontaneamente, proprio per dare visibilità alle sue idee e alla sua coscienza durante l’attività promossa dallo Stato per trovare le strategie educative e formative d’attivazione di una coscienza sociale nei giovani alunni.


I personaggi ideati dall’artista in ambito antimafia e paradossalmente sacrificati al silenzio dalla M A F I A sono potenzialmente chiusi nel cassetto, ma espressivamente vivi e vegeti fuori dall’ambito scolastico. A disposizione della maestra d’arte che si avvale della loro prestazione per viaggiare ancora…Dio non ha voluto che le creature nate dall’amore morissero soffocati nel cassetto ed hadato forza e grinta ad Angela Giordano per farli vivere sempre. Nonostante gli ostacoli. PA’TTINO,PATTI’NO, CHICCO E ADELASIA, vogliono continuare ad aiutare i giovani a trovare la strada della verità e della giustizia, la sola strada che l’artista conosce. E’ necessario guidare i giovani fino all’età di sedici anni perché rafforzino la loro identità senza il rischio di manipolazioni arbitrarie. Ciascun ragazzo, dai tredici anni in poi troverà nei personaggi animati degli esseri evolutivi in continua crescita, senza maschera, proprio come sono loro quando prendono in mano la matita. Con loro possono interagire per fare un giuoco nuovo, entusiasmante. Un gioco da finalizzare ad arte in virtù del tempo presente.

7.PER AMORE OPPURE PER COSCIENZA-SINFONIA DI OGNI TEMPO  è la pubblicazione di una lettera aperta, “UNA TERAPIA D’URTO PER IL MONDO ADULTO”e insieme una testimonianza sui processi mentali che, attraverso l’attenzione e la percezione tipiche di chi pratica i linguaggi dell’arte, permettono la decodificazione del tempo presente e del “tempo del soprannaturale”.
Testimonianza, ma anche terapia d’urto per tutta la società acculturata in massa alla scuola della parola, quindi insensibile e chiusa alle forme di rinnovamento profondo.
Il libro si presta ad un’attenzione generale per un confronto specifico sulle acquisizioni fatte dalla maestra d’arte nel corso della ricerca sull’uomo. Ricerca avviata, in virtù di quanto detto sopra, nel 1976 e sviluppata sia personalmente che con il contributo operativo dei ragazzi delle scuole medie: L. PIRANDELLO e V. BELLINI di Patti. I mali che affliggono l’umanità sono tanti, ma sono dovuti ad anomalie ragionative che possono essere smantellate e corrette solo con il contributo partecipativo di tutti, e seguendo le regole specifiche dell’arte, quella disciplina ad indirizzo universale che Dio ha dato a tutta l’umanità per ricercare il bene attraverso il bello interiore. Il disegno, il primo strumento necessario per esplicare l’arte è in dotazione di ricchi e di poveri, ma è soprattutto patrimonio genetico importante per la verifica della funzionalità del profondo.

In questo ambito si deve cominciare da zero, smantellando luoghi comuni e stereotipi di ogni tempo. E’ necessario e urgente imparare a leggere per capire il nostro tempo e progettare un avvenire più giusto per i nostri figli.
E’ d’obbligo capire che la ricerca in un ambito tanto delicato come può essere quello della prevenzione, poteva essere esplicata nel silenzio e nell’attenzione al “male”. La scrivente, Angela Giordano, per potere raccontare intimamente, a regola d’arte e di scienza, è dovuta stare con le mani nel fango e l’anima nel fuoco per oltre un trentennio seguendo gli eventi in modo naturale.


L ’intuizione, comunque che “il malessere di qualsiasi tipo” si dovesse studiare dalle radici e attraverso il  profondo, con calma e non obbedendo alle esigenze burocratiche momentanee e di superficie  le ha permesso di “mettere le mani avanti” e di informare con lettera raccomandata e ricevuta di ritorno il ministro Falcucci, già nel 1987. Se al ministero si legge con leggerezza non è colpa della scrivente. La premessa era quella di un impegno non curriculare, da valutare a misura d’arte.


                
In fede
             Patti luglio 2007
Angela Giordano

 

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